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Stromboli
È la più giovane, la più remota e la più instancabile delle Eolie. Stromboli infatti vanta l'unico vulcano d'Europa (al mondo ce ne sono in tutto cinque) in perenne attività. Una teoria di esplosioni che si susseguono a intervalli regolari, tra sputi di gas e lapilli e fontane di lava che hanno trasformato il versante nord dell'isola in un'impressionate parete livida e dritta, la via preferita dalla lava, tanto che questo luogo si è guadagnato il nome di Sciara di fuoco. L'immensa mole dello Stromboli separa in due l'isola, tagliando qualsiasi possibilità di comunicazione tra i due centri: il lungo agglomerato composto dalle frazioni di Ficogrande, San Vincenzo e San Bartolo, e la piccolissima Ginostra, dove vive una ventina di persone e l'elettricità è arrivata appena qualche mese fa.

VULCANO -- La piscina di Venere
Dalle spiagge nere, in barca, si può percorrere uno dei tratti di costa più belli di Vulcano. Dopo aver fatto il periplo di Vulcanello, passando davanti alla valle dei Mostri, si raggiunge la grotta del Cavallo, illuminata da un sifone naturale. Doppiato lo sperone roccioso di capo Testa Grossa si vede, sulla sinistra, una grande vasca naturale dalle acque turchesi, circondata da rocce di basalto e tufo: è la piscina di Venere.
La valle dei Mostri
Hanno l'aspetto di leoni accucciati, grandi orsi eretti e pronti all'attacco, aquile e improbabili dinosauri. Sono i mostri dell'omonima valle, grandi rocce vulcaniche che il raffreddamento repentino della lava ha immortalato in spaventose e insolite fogge. Per vedere i mostri di Vulcano si può fare una breve passeggiata a piedi, a nord est della penisola di Vulcanello. Una stradina asfaltata corre lungo le tante ville della zona fino a raggiungere un bivio, qui si svolta a destra e si prosegue per un po' fino a un grande campo lavico. L'area, di nera e finissima sabbia, è punteggiata di 'mostri'.


LIPARI -- Rocca del castello
La Rocca è una cittadella fortificata cinta da mura costruite dagli spagnoli dopo il saccheggio di Lipari a opera dei saraceni nel 1544. Vi si può accedere da piazza Mazzini, passando attraverso la porta più antica: da qui una stradina lastricata conduce alla torre greca del IV secolo a.c. e al cuore della cittadella. Oltrepassato l'ingresso ci si trova di fronte la bella facciata della cattedrale di San Bartolomeo. Costruita alla fine del XV secolo proprio sulla sommità della Rocca, in onore del patrono dell'isola e distrutta dai saraceni nel Cinquecento, venne ricostruita a più riprese. La chiesa, a tre navate, ha delle belle volte a crociera affrescate che rappresentano scene dell'Antico Testamento. Gli altari laterali sono decorati con pale dipinte da Antonino Mercurio alla fine del Settecento; sopra l'altare principale invece troneggia una statua d'argento che raffigura San Bartolomeo. Molto bello il chiostro normanno, inglobato nella chiesa settecentesca e recuperato, dopo un paziente lavoro di restauro, nel 1979. Sulla destra della cattedrale sorge la chiesa di Santa Caterina e poi la zona degli scavi archeologici che mostrano il sovrapporsi di diverse civiltà, dall'età del bronzo all'epoca ellenistica e romana. Alle spalle degli scavi la piccola chiesa dell'Addolorata (XVI-XVIII secolo) e la settecentesca chiesa dell'Immacolata.------

Il Museo archeologico eoliano
Considerata una delle più grandi raccolte archeologiche museali d'Italia il museo di Lipari, ospitato in differenti edifici nella rocca del Castello, ripercorre la storia dell'arcipelago dalla preistoria all'epoca classica. Vi si possono ammirare oggetti d'ossidiana, vasi con la tipica decorazione a zig zag dell'età del bronzo antico (o di Capo Graziano, dal sito archeologico di Filicudi), cippi e stele funerarie, coppe, anfore, vasi. Particolarmente interessanti la ricostruzione della necropoli dell'età del bronzo trovata a Sottocastello, le ceramiche decorate del così detto pittore di Liparie la straordinaria collezione di statuette di attori e maschere teatrali. Due sezioni infine sono dedicate all'archeologia marina e alla vulcanologia.
Museo archeologico regionale eoliano, via del Castello, tel. 090.9880174

Case eoliane
Legate alla necessità di adattarsi a luoghi dove l'acqua è scarsa e alle difficoltà di una terra vulcanica, le tipiche case eoliane presentano peculiarità architettoniche proprie. Il nucleo centrale è costituito da un locale cubico, dal tetto piatto e atto a raccogliere l'acqua che viene convogliata poi in cisterne sotterranee. Accanto alla prima stanza se ne affiancano altre, tutte aperte su un terrazzo-cortile, il bagghiu, coperto da un pergolato di travi di legno e sorretto da tipici pilastri circolari. È questo l'elemento più importante della casa: qui danno tutte le porte delle stanze che un tempo non comunicavano tra loro, si trovano sedili in pietra dove la famiglia si riuniva per mangiare o ricevere i vicini e il tipico forno a cupola in pietra per la panificazione. Gli interni invece sono molto semplici, le finestre sono piccole, quando non mancano del tutto, e nei muri sono ricavate nicchie utilizzate per i lumi ad olio o per ospitare delle mensole.

Le antiche terme di San Calogero
Di origine post-vulacanica le terme di San Calogero sono considerate le più antiche del Mediterraneo. Conosciute sin dall'epoca greco-romana per le loro proprietà terapeutiche le sue acque salso-fosfato-bicarbonato-sodiche fuoriescono a una temperatura di 60° e venivano usate, in tempi più recenti, come rimedio contro gotta e reumatismi. Lo stabilimento attuale fu costruito nel 1867 e restaurato recentemente. Si trova in una zona archeologica che testimonia la vocazione termale di Lipari; qui infatti si trovano due vasche di età greco-romana e una ottocentesca. Recenti scavi hanno portato alla luce una piscina termale romana, con un sedile circolare in pietra, e un tholos miceneo vecchio di 3500 anni utilizzato dai romani come sauna termale.
Terme di San Calogero
98055 Lipari Tel.090.9811220 - 090.9811240

Panarea
Con una superficie di appena 3,4 kmq, Panarea è la più piccola delle Eolie e anche la più antica. Emersa dal mare settecentomila anni fa conserva il sito archeologico più interessante dell'arcipelago, il villaggio preistorico di punta Milazzese: ventitré capanne in pietra costruite intorno al 1400 a.c. su un promontorio a forma di falce. Scoperta negli anni Sessanta del Novecento da intellettuali e artisti che comprarono e restaurarono le vecchie case, l'isola si è trasformata nel punto di ritrovo dei vip. D'estate la sua intensa vita mondana richiama gente da tutto l'arcipelago, tanto che per raggiungere i suoi locali notturni c'è un apposito servizio di barche navetta. Accanto ai tre piccoli abitati di Ditella, San Pietro e Drauto meritano una sosta la spiaggia della Calcara, con le sue piccole fumarole ancora attive e la sorgente termale, e la splendida cala Junco, una baia sabbiosa fronteggiata dall'alto e compatto scoglio di Bastimento.


Alicudi e Filicudi
Sono a ovest di Salina e, a guardarle da Pollara, sembra che siano proprio lì, ad appena un braccio di mare. Invece Alicudi e Filicudi sono le più irraggiungibili delle Eolie. Rese scomode da una natura aspra e impervia che rende difficile costruire case e strade, hanno conservato l'aspetto che aveva l'arcipelago cinquant'anni fa: poche case in autentico stile rurale locale, qualche resto archeologico di rilievo e splendide baie. La più grande, Filicudi, è una manciata di crateri spenti, tre paesini e appena 250 abitanti. Da vedere il villaggio presitorico di Capo Graziano. La più piccola, Alicudi, è un cono ripido e coperto d'erica che conserva la solitudine dei posti estremi. Qui non ci sono locali, ristoranti, bar e nemmeno le strade. Soltanto i muli che, pazienti, percorrono le lunghe scalinate e i sentieri che collegano borgate e case di campagna.

SALINA -- La casa di Pablo
Alla fine dell'abitato di Pollara, oltre la chiesa, c'è una casa isolata e rustica che da un po' di anni è diventata meta di pellegrinaggi. Queste poche stanze in cima alle ripide falesie infatti hanno fatto da set a Il postino. Unica location eoliana del film, girato per il resto interamente a Procida, la casa del poeta Pablo Neruda affaccia sulla baia di Pollara e oggi turisti cinefili fanno la coda per affittarla per qualche settimana. Salina e le altre Eolie, comunque, hanno fatto da set anche ad altre famose pellicole come l'episodio "isole" di Caro Diario di Nanni Moretti, Kaos dei fratelli Taviani, Stromboli terra di Dio di Roberto Rossellini e L'Avventura di Michelangelo Antonioni.

In barca intorno a Salina
Fatta di coste impervie, scogli e falesie, Salina si offre allo sguardo di chi la percorre via terra soltanto in parte; non ci sono strade infatti che colleghino, lungo la costa, Rinella a Pollara o a Lingua. Perciò uno dei modi migliori per vederla è circumnavigarla in barca. Si può partire da Santa Marina Salina e puntare a sud in direzione di Lingua. Passati il faro e il laghetto si raggiunge Punta Grottazza, che deve il suo nome a una grotta buttata giù dalla furia del mare, e poi a una bella falesia a strapiombo dove un tempo nidificava il falco della Regina. Più avanti appaiono i piccoli borghi di Rinella e Leni che subito spariscono coperti da punta di Megna, punta di Marcello e punta Sallustio. La vera sorpresa però la s'incontra superato il piano del Vescovo, quando appare la lingua di sabbia nera a mezzaluna di Pollara. Da qui si fa rotta vero Malfa e Punta Scario fino a rientrare a Santa Marina.

Escursione al Monte Fossa delle Felci
È la passeggiata classica dell'isola, anche perché dalla cima del monte si gode un superbo panorama su tutta l'isola, sul monte dei Porri e sulle vicine Stromboli e Panarea. L'itinerario parte dalla frazione di Lingua seguendo un sentiero che taglia la macchia mediterranea profumata di ginestre, gramigna e assenzio. Una scalinata scavata nel tufo conduce a terrazzi coltivati a olivo. Superati gli oliveti, a quota 650 metri sul livello del mare si può vedere in basso il laghetto di Lingua e le antiche saline sommerse. Continuando a salire, in direzione del centro del cratere, la vegetazione cambia: compaiono i castagni secolari e il sottobosco di felci, che da' il nome alla zona. Dalla cima poi è possibile avvistare alcuni rapaci come poiane, gheppi e falchi della Regina.

Il Museo Civico di Lingua
Aperto nel 2000 il Museo Civico di Lingua è dedicato alla storia, ai costumi, alla vita e alle tradizioni dell'isola di Salina. Due piani per fare una sorta di viaggio virtuale alla scoperta dei mestieri di un tempo, qui soprattutto agricoli. Così in esposizione ci sono un fratoio a trazione umana, torchi per l'olio e un mulino per il frumento. Segue una raccolta di oggetti quotidiani dalle misure per controllare la quantità dei prodotti alle scarpe in pelle di capra, dagli attrezzi per la pesca alle suppelletili. In una sala al pian terreno è ricostruito l'interno di una tipica casa eoliana. Il primo piano invece è riservato alla storia dell'isola, dalle eruzioni vulcaniche ai siti archeologici, al lavoro in salina.